Ultima

Strisce blu anche in Piazza Grande

In questi giorni il tema che capeggia nei titoli dei giornali è quello della pedonalizzazione di Piazza Roma, in questi mesi ho commentato quasi tutte le principali questioni urbanistiche di Modena e lo farò anche in questo caso. Capisco che i negozianti e gli esercenti del centro abbiano perplessità, paure e che sicuramente la congiuntura economica non aiuti a rasserenare il clima, ma qui la questione è sulla visione che si ha della città.
Se pensiamo che il centro sia uno spazio come tutti gli altri, che deve essere funzionale solo logisticamente ai clienti di queste attività, che devono acquistare un bene e devono farlo facendo meno metri possibile dalla macchina, secondo me siamo fuori strada. In un periodo dove si parla di smart cities (spesso a sproposito) e di mobilità sostenibile, piegare l’organizzazione della città alle necessità dell’automobile è anacronistico. Spesso mi capita di andare in alcuni posti a due passi dal Duomo, tutte le settimane, perché allora non fare parcheggiare anche in Piazza Grande come una volta?
Il ragionamento deve passare dalla funzionalità alla vivibilità. Il centro deve diventare un posto sempre più bello, sicuro, adeguato alla fruizione pubblica e non piegato agli interessi privati.
Il bel colpo d’occhio di piazza Roma è rovinato dai tetti di lamiera delle macchine parcheggiate. Io lo uso quel parcheggio ma ci rinuncerei volentieri per usare la piazza. Attualmente non mi viene da frequentare i locali vicini alla piazza perché non è un posto che mi piace, proprio per la presenza delle auto e non credo che la rendano piena di vita e più sicura.
Magari io e chi la pensa come me siamo una minoranza, magari siamo la maggioranza silenziosa, ma la piazza è di tutti i cittadini non solo di chi ha le proprie attività lì, così come il prato pubblico non è di chi ci abita a fianco. Sul progetto giusto il confronto, sulle perplessità visti i numerosi casi simili finiti male, sono totalmente d’accordo.
Le associazioni di categoria difendono chi rappresentano, ma se tutti antepongono l’interesse privato a quello pubblico qui non si va da nessuna parte, perché per attuare un cambiamento qualcuno lo devi per forza scontentare. Si crea inoltre uno strano cortocircuito, dove le categorie sono vittime di se stesse. Pensate se i taxisti facessero tariffe veramente agevolate per chi non vuole entrare in centro a piedi o con i mezzi pubblici?
Bisogna partecipare al cambiamento, non averne paura.

PS. La posizione di Prampolini è difficilmente comprensibile. Sapeva benissimo dei progetti su Piazza Roma, cosa ci è entrato a fare nella Giunta se poi deve mettersi subito di traverso sulle stesse questioni che è stato chiamato ad amministrare? Perché lo hanno chiamato? Dire “le priorità sono altre” tradotto dal politichese vuol dire non voglio mettermi contro le categorie e una parte di cittadinanza, ma non potendo dire esplicitamente che sono contro si punta a rimandare l’intervento a data da destinarsi.

Annunci

Un anno di Modena al cubo

Esattamente un anno fa ero al Teatro Tempio e camminavo nervosamente nel retro palco cercando di mettere in fila tutte le cose che volevo dire e che mi ero preparato. Non sapevo ancora che dall’altra parte c’era un teatro pieno di gente, lo scoprii solo al termine della proiezione e l’emozione mi travolse in pieno facendomi dimenticare quasi tutto.

Poco male comunque, ci sono state altre occasioni dove ho potuto recuperare. Varie persone hanno infatti organizzato altre proiezioni (e li ringrazio di cuore), tra questi: Libera, Comitato Villaggio Giardino, S.co.s.s.a, i ragazzi L’appunto con altri a Formigine, Liceo Tassoni e Liceo Muratori. A breve ce ne sarà un’altra a Sasso Marconi.

Ringrazio chi ha collaborato (vedere sezione credits). Ringrazio quelli che mi hanno appoggiato e criticato, mettendoci comunque sempre la faccia. Credo oggi come non mai ci sia bisogno di persone che provano ad esporsi, non di “tigri da tastiera” che fanno sermoni su Facebook o di discorsi da autobus come diceva Moretti.

Grazie a chi mi ha espresso solidarietà per la querela, anche qui niente nomi perché sono tanti. In particolare a quelli che lo hanno fatto non perché erano d’accordo con le tesi espresse nel mio documentario, ma perché capiscono l’entità di quel gesto e di come abbia di fatto alzato il livello già alto dello scontro. A breve arriveranno news, non so di che tipo saranno, ma io ve ne darò conto. Per ora non posso dire nulla.

Che dire ancora? Vi sembra che siano successe molte cose in questo anno? In realtà in concreto non è successo granché, cose magari rumorose, ma poca sostanza. Il banco di prova sarà il nuovo PSC e vedremo quali sono le idee per la città del futuro. Non so voi ma io ho perso un po’ di fiducia, quindi mi sa che mi cercherò un tecnico che non abita qui, senza nessuna tessera in tasca e che mi sappia spiegare bene cosa succede ora.

Se ho tempo magari ne scrivo qui, ma adesso sto lavorando su tutt’altro. A proposito, magari ci vediamo tra un mesetto e mezzo, in fondo un filmetto ce lo si guarda sempre volentieri.

PS (Sono molto legato a questa foto. Spero non la usino per chiamare i testimoni al processo. Scherzo ovviamente:)